mercoledì 28 marzo 2012

LIGURIA

[...] Io pagano al tuo nume sacrerei, Liguria, se campassi della rete, rosse triglie nell'alga boccheggianti; o la spalliera di limoni al sole, avessi l'orto; il testo di garofani, non altro avessi: i beni che tu doni ti offrirei. L'ultimo remo, vecchio marinaio t'appenderei. 

Chè non giovano, a dir di te, parole: il grido del gabbiano nella schiuma la collera del mare sugli scogli è il solo canto che s'accorda a te.
Fossi al tuo sole zolla che germoglia il filuzzo dell'erba. Fossi pino abbrancato al tuo tufo, cui nel crine passa la mano ruvida aquilone. Grappolo mi cocessi sui tuoi sassi.

(da C. Sbarbaro, Liguria)



[spero di trovare una casa - o un camping - lì un giorno, ogni tanto spero anche di invecchiarci, e spero che di là ci sia qualcosa che somigli molto molto molto alla liguria]


http://www.flickr.com/photos/peacefuleasyfeeling/

lunedì 26 marzo 2012

Job

Un uomo era in terra di Uz,
Un uomo di perfetta purità,
Temeva Dio e il male aborriva,
Tra tutti i figli dell'oriente uomo più grande non c'era.

E un giorno venne che i figli della terra
stettero davanti al Signore
E satana tra loro.
“Hai messo il tuo cuore sul mio servo Job?
E' un uomo di perfetta purità”.
“Di un bastione lo hai circondato,
ma stendi la tua mano e colpiscilo nel suo,
sulla tua faccia ti maledirà”.

E un giorno un messaggero venne a Job e disse:
"Fuoco di Dio dal cielo è sceso,
greggi e mandriani ha divorato.
Sono venuto a dirlo io, il solo scampato".
Parlava ancora e un altro arriva e dice
"I figli tuoi sedevano e mangiavano
quando ecco dal deserto leva un vento,
nella rovina sono morti".
"Dal ventre di mia madre nudo sono uscito,
nudo tornerò.
Il Signore dà, il Signore toglie,
sia benedetto il nome del Signore".
E Satana disse:
"La pelle per la pelle. L'uomo dà tutto per la vita.
Ma stendi la tua mano nel suo osso,
sulla tua faccia ti maledirà".
E piagò Job con l'ulcera del male
dai piedi fino al cranio.
"Maledici il Signore e muori!"
"Se accettiamo il bene, dobbiamo prendere anche il male.
Il Signore dà, il Signore toglie,
sia benedetto il nome del Signore".

E infine Job apre la bocca e grida:
"Che tu sia maledetto giorno che mi hai partorito,
che sia un giorno di tenebra, il cielo lo ripudi,
gli neghi il lume della luce
Perché ginocchia venirmi incontro?
Perché mammelle vi ho succhiato?
Perché  la luce è data a chi ha pena?
Perché la vita ha una gola amara?
Ecco i terrori che più ho temuto,
ecco incarnarsi le mie paure.
Non ho pace né tregua,
Sono un cumulo di dolore”.

“Strepita pure, chi ti risponde?
se cerchi Dio, se implori Shaddai”
“Se rispondesse quando io grido,
solo m'ingozza di pena amara.
Dio stermina chi ha colpa
E chi non ha colpa.
La terra è data in mano a chi fa il male,
La faccia dei suoi giudici è coperta.
Tu che hai messo in me la grazia della vita,
Tu che fai dei miei giorni un'ombra
Ecco che nascondi nel tuo cuore
Terra buia come la tenebra
Dove non brilla che oscurità”.


“E adesso che il mio occhio ti ha veduto
Mi ripudio
E mi consolo
Sulla polvere e sulla cenere".


Vinicio Capossela, da Marinai, profeti e balene, 2011.

mercoledì 21 marzo 2012

SZYMBORSKA: Film - Anni sessanta


Quest'uomo adulto. Quest'uomo sulla terra.
Dieci miliardi di cellule nervose. Cinque litri
di sangue per trecento grammi di cuore.
Un tal oggetto si è formato in tre miliardi d'anni.

All'inizio è apparso sotto forma d'un bimbo.
Poggiava la testolina sulle ginocchia della zia.
Dov'è quel bimbo. Dove quelle ginocchia.
Il bimbo è cresciuto. Ah, non è più la stessa cosa.
Questi specchi crudeli e lisci come asfalto.
Ieri ha investito un gatto. Sì, non male come idea.
Il gatto è stato liberato dall'inferno presente.
La ragazza nell'auto gli ha lanciato un'occhiata.
No, non aveva le ginocchia che cercava.
In verità, meglio giacere sulla sabbia ansando.
Lui e il mondo non hanno nulla in comune.
Si sente come un manico strappato dalla secchia,
benché la secchia ignara continui ad andare al pozzo.
E' sorprendente. Qualcuno ancora si affatica.
Questa casa è costruita. Questa maniglia lavorata.
Quest'albero innestato. Questo circo farà uno spettacolo.
Questo tutto vuol reggersi, benché fatto di pezzi.
Pesanti e dense come colla sunt lacrimae rerum.
Ma tutto questo sta sullo sfondo e solo a lato.
In lui c'è un'orrenda oscurità e in essa
un bimbo.

Dio dello humour, fa' di lui qualcosa alla svelta.
Dio dello humour, fanne qualcosa una buona volta.


Wislawa Szymborska, La gioia di scrivere, Adelphi, 2009

mercoledì 7 marzo 2012

Baudelaire: Progetto di prefazione ai Fiori del Male


Il Diavolo. Il peccato originale. Uomo buono. Se solo voleste, sareste il favorito del Tiranno: è più difficile amare Dio che credere in lui. Viceversa, per la gente di questo secolo è più difficile credere al Diavolo che amarlo. Tutti lo servono e nessuno ci crede. Sublime astuzia del Diavolo.
Charles Baudelaire, I fiori del male, Bur, 1980

domenica 4 marzo 2012

MARCEL PROUST

È stato detto che il silenzio è una forza;
in un senso affatto diverso lo è, e terribile, nelle mani di coloro che amiamo.
 Niente ci attira verso una persona come ciò che ci separa da lei,
 e quale barriera è più insormontabile del silenzio?