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martedì 1 aprile 2014

Svegliati, o tu che dormi, dèstati dai morti e Cristo ti illuminerà

Fratelli, un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come i figli della luce; il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità. Cercate ciò che è gradito al Signore, e non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto condannatele apertamente, poiché di quanto viene fatto da costoro in segreto è vergognoso perfino parlare. Tutte queste cose che vengono apertamente condannate sono rivelate dalla luce, perché tutto quello che si manifesta è luce. Per questo sta scritto: <Svegliati, o tu che dormi, dèstati dai morti e Cristo ti illuminerà>.

San Paolo, Lettera agli Efesini 5,8-14

domenica 19 maggio 2013

Francesco: Non possiamo essere cristiani “part time”.



"Paolo dà fastidio: è un uomo che con la sua predica, con il suo lavoro, con il suo atteggiamento dà fastidio, perché proprio annunzia Gesù Cristo e l’annunzio di Gesù Cristo alle nostre comodità, tante volte alle nostre strutture comode - anche cristiane, no? - dà fastidio. Il Signore sempre vuole che noi andiamo più avanti, più avanti, più avanti… Che noi non ci rifugiamo in una vita tranquilla o nelle strutture caduche, queste cose, no? Il Signore… E Paolo, predicando il Signore, dava fastidio. Ma lui andava avanti, perché lui aveva in sé quell’atteggiamento tanto cristiano che è lo zelo apostolico. Aveva proprio il fervore apostolico. Non era un uomo di compromesso. No! La verità: avanti! L’annunzio di Gesù Cristo: avanti!”
"Viviamo in un’epoca in cui si è piuttosto scettici nei confronti della verità. Benedetto XVI ha parlato molte volte di relativismo, della tendenza cioè a ritenere che non ci sia nulla di definitivo e a pensare che la verità venga data dal consenso o da quello che noi vogliamo. Sorge la domanda: esiste veramente “la” verità? Che cos’è “la” verità? Possiamo conoscerla? Possiamo trovarla? Qui mi viene in mente la domanda del Procuratore romano Ponzio Pilato quando Gesù gli rivela il senso profondo della sua missione: «Che cos’è la verità?» (Gv 18,37.38). Pilato non riesce a capire che “la” Verità è davanti a lui, non riesce a vedere in Gesù il volto della verità, che è il volto di Dio. Eppure, Gesù è proprio questo: la Verità, che, nella pienezza dei tempi, «si è fatta carne» (Gv 1,1.14), è venuta in mezzo a noi perché noi la conoscessimo. La verità non si afferra come una cosa, la verità si incontra. Non è un possesso, è un incontro con una Persona”.

«Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse `Mi vuoi bene?´. Questo dolore, questa vergogna Un uomo grande, questo Pietro ... peccatore, peccatore. Ma il Signore gli fa sentire, a lui e anche a noi, che tutti siamo peccatori. Il problema non è essere peccatori: il problema è non pentirsi del peccato, non avere vergogna di quello che abbiamo fatto. Quello è il problema. E Pietro ha questa vergogna, questa umiltà, no? Il peccato, il peccato di Pietro, è un fatto che con il cuore grande che aveva Pietro, lo porta ad un incontro nuovo con Gesù, alla gioia del perdono».

(interventi di Papa Francesco alla casa S. Marta, maggio 2013)

venerdì 14 settembre 2012

Quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti*

 
“La salvezza si attua mediante un «innalzamento», immagine cara a Giovanni per dire la sua profonda comprensione del Crocifisso. Quando sarò innalzato – si legge in 12,32 – attirerò tutti a me: l’innalzamento dice visivamente la modalità della morte di Gesù, sollevato da terra sulla croce, e il significato del suo morire, sollevato in alto verso Dio. Se lo guardi dal basso, vedi nel Crocifisso già i tratti del Risorto, vedi uno sconfitto innalzato; se lo guardi dall’alto, vedi nel Risorto i tratti del Crocifisso, come appunto Gesù mostrerà a Tommaso.
L’Innalzato svela contemporaneamente la duplice verità della Croce.
La grande rivelazione da capire e alla quale aderire – credere significa appunto capire e aderire – è la Croce vista come vittoria, dono e vita. Credere nell’Innalzato è la rigenerazione dall’alto e dallo Spirito, un modo capovolto, del tutto nuovo, di guardare Dio e l’Uomo.
L’Innalzato è Colui che svela l’immenso amore di Dio per il mondo, ed è Colui che salva e dà la vita a chiunque crede in Lui.
Dio ha tanto amato il mondo…: in queste parole traspare la stupita meraviglia del credente che si trova di fronte a un amore divino che nessuno avrebbe osato immaginare”.
 
B. Maggioni, La brocca dimenticata, Vita e Pensiero, 2010.
 
 
Ti ho trovato in tanti posti, Signore…
Ma non sono riuscito a trovarti
nei miei piccoli mali e nei miei banali dispiaceri.
Nella mia fatica
ho lasciato passare inutilmente
il dramma della tua passione redentrice,
e la vitalità gioiosa della tua Pasqua è soffocata
dal grigiore della mia autocommiserazione.
Signore, io credo. Ma tu aiuta la mia fede.
 
Beata Madre Teresa di Calcutta, Ho sentito il battito del tuo cuore.
 
 
* dalla Prima Lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi: 1, 27.

giovedì 23 agosto 2012

Accettare se stessi

Questa è la quarta cosa che la rivelazione ci dice sull'uomo: ciò che egli sarà una volta giunto alla realizzazione dell'immagine autentica, sarà chiaro solo alla fine, dopo la resurrezione e il Giudizio. Nel frattempo dura la lotta nel nascondimento, il divenire nella continua contraddizione...