mercoledì 14 novembre 2012

Ascoltami e parlami

Ascolta. Comprendi. Raccogli. Assimila. Metti in pratica. E' difficile, lo so, darmi ascolto quando la testa è piena di chiasso. E' necessario il silenzio, è necessario il deserto. Si ha terrore dell'aridità e del vuoto. Ma se tu sei fedele, se perseveri, lo sai, il tuo Diletto farà sentire la sua voce, il tuo cuore brucerà e questo ardore interiore ti darà la pace e la fecondità.

Più si moltiplicheranno, malgrado gli ostacoli, malgrado le ripugnanze o le tentazioni di viltà, i momenti in cui mi cerchi e mi trovi per ascoltarmi, più la mia risposta diventerà sensibile, più il mio Spirito ti animerà e ti suggerirà non soltanto ciò che ti chiedo di dire, ma ciò che ti offro di fare: davvero, allora, quello che dirai e farai sarà fruttuoso.

Guardami. Parlami. Ascoltami.
Io non sono soltanto testimone di verità, ma la Verità.
Io non sono soltanto canale di vita, ma la stessa Vita.
Io non sono soltanto raggio di luce, ma la stessa Luce. 
Chi comunica a me comunica alla Verità. Chi riceve me riceve la Vita. Chi segue me cammina su una strada di luce, e la luce che sono Io cresce in lui.

Sì, parlami spontaneamente di tutto ciò che ti preoccupa. Io lascio un largo spazio alla tua iniziativa. Non credere che ciò che ti riguarda mi possa lasciare indifferente poiché tu sei qualcosa di me. 

Chiamami in aiuto, con dolcezza, con calma, con amore. Non credere che io rimanga insensibile alle delicatezze dell'affetto.

Raccontami la tua giornata. Certo io già la conosco, ma mi piace sentirtela narrare,come alla madre piace il chicchierio del suo bambino al ritorno da scuola. Esponimi i tuoi desideri, i tuoi progetti, i tuoi fastidi, le tue difficoltà. Forse che non sono in grado di aiutarti a superarli?

Hai delle domande da farmi? Non esitare. 

Come per Maria Maddalena al mattino di Pasqua, il mio cuore ti chiama continuamente per nome; sono in ansia per la tua risposta. Io dico il tuo nome sottovoce e aspetto il tuo ecce adsum: <<eccomi>>, in testimonianza della tua attenzione e della tua disponibilità.

Chiamami. Amami. Lasciati invadere dalla certezza di essere amato con passione, così come sei, con tutti i tuoi limiti e le tue debolezze, per diventare quale io ti desidero, brace incandescente di carità divina. 

Silenzio dei demoni interiori che si chiamano l'orgoglio, l'istinto di potenza, lo spirito di dominio, lo spirito di aggressività, l'erotismo sotto qualsiasi forma che oscura lo spirito e indurisce il cuore.
Silenzio delle preoccupazioni secondarie, degli affanni indebiti, delle evasioni sterili.
Silenzio delle dispersioni inutili, della ricerca di se stesso, dei giudizi temerari.
(Gaston Courtois, Quando il Maestro parla al cuore
edizioni paoline, 1991)


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