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martedì 18 giugno 2013

Il Bene non è mai banale

"Per un cristiano il bene non è mai banale,
perché da quando Cristo nel Getsemani tolse la spada dalle mani di Pietro
rispondere al male con il bene è l'unica arma che il Signore ha posto nelle mani dei suoi fedeli. 
Il Bene non è mai banale.
Anche se quando hai eretto pietra su pietra con sacrifici e rinunce la costruzione che pur deve servire a Dio, 
una raffica spezza ogni cosa. 
Può apparire questa una delle tante contraddizioni del cristianesimo,
e racchiude invece una grande verità: 
la fatica val più dell'opera, agli occhi di Dio. L'opera può farci inorgoglire; 
la fatica rimane il solo titolo davanti al Signore."

(Odoardo Focherini)

domenica 12 agosto 2012

Andrej Tarkovskij: L'Arte e lo Spirito

L'arte esprime tutto ciò che vi è di migliore nell'uomo: la Speranza, la Fede, la Carità, la Bellezza, la Preghiera... Ossia ciò che egli sogna, cil che egli spera... Quando un uomo che non sa nuotare viene gettato in acqua, non lui, ma il suo corpo comincia a compiere dei movimenti istintivi cercando di salvarsi. Anche l'arte è come un corpo umano gettato in acqua: essa è, per così dire, l'istinto dell'umanità di non affogare in senso spirituale. Nell'artista si manifesta l'istinto spirituale dell'umanità, e nella sua opera l'aspirazione dell'uomo verso l'eterno, il trascendente, il divino, sovente a dispetto della natura peccaminosa del poeta stesso.

Che cos'è l'arte? E'il Bene o il Male? Proviene da Dio o dal Diavolo? Dalla forza dell'uomo o dalla sua debolezza? Forse in essa è racchiuso un ideale di armonia sociale? Consiste in questo la sua funzione? Essa è una dichiarazione d'amore, un riconoscimento della propria dipendenza dagli altri uomini, una confessione, un atto inconsapevole, ma che rispecchia l'autentico significato della vita: l'Amore e il Sacrificio.

Andrej Tarkovskij, La forma dell'anima, Bur (I libri della speranza), 2012



sabato 11 agosto 2012

Chiara e le Sorelle: Lettera di Dio agli uomini

Diceva Chiara alle Sorelle: «La fede di tutti quelli che ricorrono alla nostra preghiera mi confonde ogni giorno di più. E, quando vengono a ringraziare perché sono stati meravigliosamente esauditi, vorrei sottrarmi».

Intervenne Agnese: «Anch’io, Chiara. Penso, infatti, all’esortazione di Francesco: “Non dobbiamo rubare la gloria di Dio, appropriandoci del bene che crediamo di fare, mentre in realtà è il Signore che lo compie, attraverso di noi, in parole o in opere! Perché in ogni cosa si rendesse lode a Dio, egli scrisse una lettera da consegnare ai governanti e ai capi delle nazioni”».

Continuò Chiara: «A noi diceva, facendo eco alle parole dell’Apostolo: “Voi, siete la Lettera di Dio che lo Spirito consegna agli uomini del nostro tempo per indicare loro la Via della Vita"».



Dopo un attimo di silenzio, riprese: «Credere che la tenerezza di Dio si china su tutte le miserie che ci vengono affidate per curarle, guarirle persino, attraverso le nostre mani; e, come Gesù presso la tomba di Lazzaro, cominciare col benedire il Padre: “Sì, Padre, sapevo che mi esaudisci sempre!”; credere possibile l’impossibile e in ogni circostanza dar lode a Dio è la missione che Egli stesso ci ha affidato. La nostra lode a Lui è umile confessione del Suo Amore, più forte di tutto, che mai abbandona».

 Santa Chiara, Fioretti di una vita, L.I.E.F., 2005.