«Quando il mondo nel suo insieme sarà diventato liturgia di Dio, quando nella sua
realtà sarà diventato adorazione, allora avrà raggiunto la sua meta, allora sarà sano e
salvo».
Benedetto XVI, 29 giugno 2008
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lunedì 1 maggio 2017
martedì 20 maggio 2014
Soli Deo
Eminenza, che effetto Le ha fatto vedere in mezzo a voi il papa emerito Benedetto XVI?
«È stato un momento di commozione, non solo di emozione. Anche perché ha voluto lui sedere su una sedia semplice accanto ai cardinali, e non c’è stato verso di fargli cambiare posizione. Il decano Angelo Sodano mi ha detto di avere “combattuto” per fargli assegnare un posto degno, come era logico. Ma ha perso questa “battaglia”: Benedetto XVI aveva già un’intesa con papa Francesco per sedersi semplicemente in un angolo. E infatti era in un angolo, davanti ma in un angolo».
Come avete reagito quando lo avete incontrato?
«Tutti i cardinali si sono subito portati verso di lui per poterlo salutare, ed era divertente vederli che si spingevano l’un l’altro come dei ragazzi per arrivare a Benedetto XVI. È stata una nuova fiammata d’amore per il Pontefice emerito».
Quando Bergoglio è andato a salutarlo, Ratzinger si è tolto lo zucchetto: che significato ha quel gesto?
«È un segno di rispetto e umiltà. Zucchetto in spagnolo si dice “solideo”, cioè “al solo Dio”: lo si leva soltanto a Dio o al suo rappresentante. Anche questa è stata una scena toccante».
Come ha trovato Ratzinger?
«In buona salute, con un volto riposato, sereno, e come sempre amichevole, aperto: chiedeva a tutti “come stai?”, sempre con la sua mitezza e semplicità».
Testo tratto da un intervista a S. E. Card. Lajolo da vaticaninsider.it
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venerdì 4 ottobre 2013
E il Verbo si fece carne*
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| M. I. Rupnik, San Francesco bacia il lebbroso, San Giovanni Rotondo (FG) |
Ricordatevi quello che Benedetto XVI ci ha detto:
“La Chiesa non cresce per proselitismo. Cresce per attrazione”.
E
quello che attrae è la testimonianza.
San Francesco diceva ai suoi
frati: “Predicate il Vangelo sempre e, se fosse necessario, anche con le parole”.
dal Discorso del Santo Padre Francesco ai partecipanti al Congresso Internazionale sulla Catechesi, 27 settembre 2013
*Gv 1,14
lunedì 25 febbraio 2013
giovedì 14 febbraio 2013
La sofferenza della Croce
Dio è amore. Ma l’amore
può anche essere odiato, laddove esige che si esca da se stessi per andare al
di là di se stessi. L’amore non è un romantico senso di benessere. Redenzione
non è wellness, un bagno nell’autocompiacimento, bensì una liberazione dall’essere
compressi nel proprio io. Questa liberazione ha come costo la sofferenza della
Croce. La profezia sulla luce e la parola circa la Croce vanno insieme.
da "L'infanzia di Gesù", Benedetto XVI, pag. 101
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lunedì 11 febbraio 2013
martedì 25 dicembre 2012
buon Natale
Nessuno può dire: ho la Verità - questa è l'obiezione che si muove - e, giustamente, nessuno può avere la Verità. E' la Verità che ci possiede, è qualcosa di vivente! Noi non siamo suoi possessori, bensì siamo afferrati da lei. Dio ci è diventato così vicino che Egli stesso è un uomo: questo ci deve sconcertare e sorprendere sempre di nuovo! Egli è così vicino che è uno di noi. Conosce l'essere umano, lo conosce dal di dentro, lo ha portato con le sue gioie e le sue sofferenze. Come uomo, mi è vicino, vicino "a portata di voce".
papa Benedetto XVI
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