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lunedì 24 febbraio 2014
mercoledì 6 novembre 2013
martedì 18 giugno 2013
Il Bene non è mai banale
"Per un cristiano il bene non è mai banale,
perché da quando Cristo nel Getsemani tolse la spada dalle mani di Pietro
rispondere al male con il bene è l'unica arma che il Signore ha posto nelle mani dei suoi fedeli.
Il Bene non è mai banale.
Anche se quando hai eretto pietra su pietra con sacrifici e rinunce la costruzione che pur deve servire a Dio,
una raffica spezza ogni cosa.
Può apparire questa una delle tante contraddizioni del cristianesimo,
e racchiude invece una grande verità:
la fatica val più dell'opera, agli occhi di Dio. L'opera può farci inorgoglire;
la fatica rimane il solo titolo davanti al Signore."
(Odoardo Focherini)
domenica 12 agosto 2012
Andrej Tarkovskij: L'Arte e lo Spirito
L'arte esprime tutto ciò che vi è di migliore nell'uomo: la Speranza, la Fede, la Carità, la Bellezza, la Preghiera... Ossia ciò che egli sogna, cil che egli spera... Quando un uomo che non sa nuotare viene gettato in acqua, non lui, ma il suo corpo comincia a compiere dei movimenti istintivi cercando di salvarsi. Anche l'arte è come un corpo umano gettato in acqua: essa è, per così dire, l'istinto dell'umanità di non affogare in senso spirituale. Nell'artista si manifesta l'istinto spirituale dell'umanità, e nella sua opera l'aspirazione dell'uomo verso l'eterno, il trascendente, il divino, sovente a dispetto della natura peccaminosa del poeta stesso.
Che cos'è l'arte? E'il Bene o il Male? Proviene da Dio o dal Diavolo? Dalla forza dell'uomo o dalla sua debolezza? Forse in essa è racchiuso un ideale di armonia sociale? Consiste in questo la sua funzione? Essa è una dichiarazione d'amore, un riconoscimento della propria dipendenza dagli altri uomini, una confessione, un atto inconsapevole, ma che rispecchia l'autentico significato della vita: l'Amore e il Sacrificio.
Andrej Tarkovskij, La forma dell'anima, Bur (I libri della speranza), 2012
Che cos'è l'arte? E'il Bene o il Male? Proviene da Dio o dal Diavolo? Dalla forza dell'uomo o dalla sua debolezza? Forse in essa è racchiuso un ideale di armonia sociale? Consiste in questo la sua funzione? Essa è una dichiarazione d'amore, un riconoscimento della propria dipendenza dagli altri uomini, una confessione, un atto inconsapevole, ma che rispecchia l'autentico significato della vita: l'Amore e il Sacrificio.
Andrej Tarkovskij, La forma dell'anima, Bur (I libri della speranza), 2012
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giovedì 19 aprile 2012
Se tutto crolla, forse è perché abbiamo edificato sulla sabbia
La pala eolica che, solitaria, s'ergeva sul nostro crinale è crollata schiantandosi sulla boscaglia. Per lo più immobile, nella sua superba inutilità, si stagliava contro il cielo come feticcio dei nuovi tempi già malandati. Monito per valligiani e turisti: «Convertitevi alla green economy, coltivate pannelli solari, innalzate pale, sacrificate al sole e al vento e sarete beneficiati da sussidi economici e onori mediatici». Qualche volta funzionava ed era la materializzazione di un incubo aereo, un vorticare metallico, un sordo affettare che attanaglia calando dall'alto. Una dichiarazione di guerra alle creature correlata da una serie di aggettivi accattivanti: dolce, sostenibile, pulita, rinnovabile. Come la morte? La nostra pala eolica è crollata ieri, in un giorno di primavera durante una bufera, sei mesi dopo la sua comparsa. Tecnici e managers dell'installazione invocano, a loro difesa, un inverno particolarmente rigido che avrebbe leso il basamento e un vento particolarmente furioso a completare il danno. Solo per l'uso di quel «particolarmente» meriterebbero una condanna esemplare: l'inverno per sua natura può essere rigido e il vento furioso, saperlo è obbligatorio, invocarlo a propria discolpa equivale a reclamare doverosa punizione. Per la manifesta incapacità, l'incuria nel costruire, il risparmio sui materiali fino alla frode, posso solo rallegrarmi, avessero fatte le cose per bene sarebbe ancora lì e chissà per quanto. Più si incupisce il mondo tra crisi economica e inconsistenza politica, più risulta evidente che abbiamo costruito sulla sabbia e si persevera. L'ostentazione di buoni sentimenti e rettitudine morale non basta a penetrare un mistero che contempla il male, il dolore, la caducità dell'umano operare. D'altra parte chi lenisce la propria disillusione con cinismo ed arroganza non può cogliere quanto di bene, quanto di bellezza e meraviglia la vita offre, comunque, e per quanto possa considerarsi libero ed autosufficiente non fa che offrire il proprio legame al nulla, al senza senso; la religione del nichilismo. Ognuno in cuor suo sa, almeno una volta nella vita è stato consapevole, che al di là di ogni dimensione esterna c'è una condizione umana che ci interroga aprendo uno spiraglio sul mistero della vita. Per fare di questo spiraglio un punto di vista, uno sguardo quotidiano poi un procedere sul cammino, c'è necessità di maestri, buoni insegnamenti, di esempio. Io ho trovato nell'allora cardinale Joseph Ratzinger, nei suoi libri, ciò che cercavo; sempre cadendo, rialzandomi, cadendo, sempre bisognoso di perdono. Il mio maestro, salito al soglio pontificio, è oggi il santo padre Benedetto XVI; la luminosità del suo sguardo, la dolcezza del suo gesto sono il sigillo della grazia che pervade il suo celebrare, l'operare, ogni sua parola. Per quanto indegno non posso non unirmi alla gioia di tutti coloro che, domani 16 aprile, festeggeranno il suo ottantacinquesimo compleanno rendendo grazie a Dio per la sua presenza tra di noi.
Giovanni Lindo Ferretti, da Avvenire, 15 aprile 2012
mercoledì 7 marzo 2012
Baudelaire: Progetto di prefazione ai Fiori del Male
Charles Baudelaire, I fiori del male, Bur, 1980Il Diavolo. Il peccato originale. Uomo buono. Se solo voleste, sareste il favorito del Tiranno: è più difficile amare Dio che credere in lui. Viceversa, per la gente di questo secolo è più difficile credere al Diavolo che amarlo. Tutti lo servono e nessuno ci crede. Sublime astuzia del Diavolo.
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