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sabato 8 giugno 2013

Custodiva tutte queste cose nel suo cuore*


Gioisci, mio cuore,
della strada baciata dalle suole.
Non arresti il passo
lo stupore del cammino.
Custodisci e dona
come la terra il seme
l’attesa e la vita.
 
*Lc 2, 51

 
 

lunedì 13 maggio 2013

Madonnina lacrimosa e azzurra
non c'è sale negli occhi ma nel cuore
tu dipinta lasciata trascurata, 
neanche i vecchi i bambini si fermano.

Verremo il tredici del prossimo mese,
l'anima a festa cravatta e camicia
come s'addice nel giorno importante - 
come quando sei ritta sulla luna.

(Giorgio Casali)

mercoledì 1 maggio 2013

MAGGIO MESE DI MARIA


All'approssimarsi del mese di maggio, consacrato dalla pietà dei fedeli a Maria Santissima, esulta il nostro animo al pensiero del commovente spettacolo di fede e di amore che, fra poco, sarà offerto in ogni parte della terra in onore della Regina del Cielo. E' infatti il mese in cui, nelle chiese, negli oratori e nelle pareti domestiche, più fervido e più affettuoso dal cuore dei cristiani sale a Maria l'omaggio della loro preghiera e della loro venerazione. Ed è anche il mese nel quale più larghi e abbondanti dal suo trono affluiscono a noi i doni della divina misericordia. Ci riesce pertanto assai gradita e consolante questa pia pratica del mese di maggio, così onorifica per la Vergine e così ricca di frutti spirituali per il popolo cristiano.

dall'Enciclica Mense Maio di Paolo VI, 1965.

venerdì 29 marzo 2013

Lei che, come un Sole, dissipa le tenebre dei nostri intrighi


Mentre predicava il Rosario nelle vicinanze di Carcassonne, a san Domenico fu presentato un eretico albigese posseduto dal demonio. Il santo, davanti a una folla che si ritiene composta di oltre dodicimila persone, lo esorcizzò, e i demoni che tenevano in dominio quel miserabile, furono costretti, loro malgrado, a rispondere alle domande dell'esorcista. E confessarono 
1) che nel corpo di costui erano in quindicimila perché egli aveva osato combattere i quindici misteri del Rosario; 
2) che san Domenico col suo Rosario terrorizzava tutto l'inferno e che essi stessi odiavano lui più di qualsiasi altra persona perché con questa devozione del Rosario strappava loro le anime;
3) rivelarono inoltre parecchi altri particolari.
San Domenico allora gettò la sua corona al collo dell'ossesso e chiese ai demoni chi mai fra tutti i santi del cielo essi temessero di più e chi, a parere loro, meritasse più amore e onore da parte degli uomini. A tale domanda gli spiriti infernali levarono alte grida sì che la maggior parte dei presenti stramazzarono a terra per lo spavento. Poi quei maligni, per non rispondere direttamente alla domanda, cominciarono a piangere e a lamentarsi in modo così pietoso e commovente che parecchi fra gli astanti furono presi da una naturale pietà. Per bocca dell'ossesso e con voce piagnucolosa così dicevano: «Domenico, Domenico, abbi pietà di noi e promettiamo di non nuocerti mai. Tu che tanta compassione hai per i peccatori e per i miserabili, abbi pietà di noi meschini. Oh! soffriamo già tanto, perché ti compiaci di aumentare le nostre pene? Contentati di quelle che ci tormentano. Misericordia! misericordia! misericordia!».
Impassibile davanti ai piagnistei di quegli spiriti, il santo rispose che non avrebbe smesso di tormentarli finché non avessero risposto alla sua domanda. Ed essi replicarono che avrebbero dato la risposta, ma in segreto, all'orecchio e non di fronte a tutti. Domenico tenne duro e comandò che parlassero ad alta voce; ma ogni sua insistenza fu inutile e i demoni si chiusero nel silenzio. Allora il santo si pose in ginocchio e pregò la Madonna: «Vergine potentissima, Maria, in virtù del tuo Rosario comanda a questi nemici del genere umano di rispondere alla mia domanda». Immediatamente dopo questa invocazione, una fiamma ardente uscì dalle orecchie, dalle narici e dalla bocca dell'ossesso; i presenti tremarono dalla paura ma nessuno ne subì danno. E si udirono le grida di quegli spiriti: «Domenico, noi ti preghiamo per la passione di Cristo e per i meriti della sua santa Madre e dei santi: Permettici di uscire da questo corpo senza dir nulla. Gli angeli, quando tu vorrai, te lo riveleranno. Del resto, perché vuoi credere a noi? Non siamo forse dei bugiardi? Non tormentarci oltre, abbi pietà di noi».
«Disgraziati che voi siete, indegni di essere esauditi» — riprese san Domenico, e sempre in ginocchio pregò di nuovo la Vergine santa: «O degnissima Madre della Sapienza, ti supplico per il popolo qui presente che ha già appreso a recitare come si deve il Saluto angelico, obbliga questi tuoi nemici a proclamare in pubblico la verità piena e chiara sul Rosario».
Finita la preghiera vide accanto a sé la Vergine Maria, circondata da una moltitudine di angeli, che con una verga d'oro colpiva l'ossesso e gli diceva: «Rispondi al mio servo Domenico conforme alla sua richiesta». Da notare che nessuno udiva né vedeva la Madonna all'infuori di san Domenico.
A tale comando i demoni presero a urlare:
«O inimica nostra, o nostra damnatrix, o nostra inimica, o nostra damnatrix, o confusio nostra, quare de coelo descendisti, ut nos hic ita torqueres? Per te quae infernum evacuas et pro peccatoribus tanquam potens advocata exoras; o Via coeli certissima et securissima, cogimur sine mora et intermissione ulla, nobis quamvis invitis, et contra nitentibus, totam rei proferre veritatem. Nunc declarandum nobis est simulque publicandum ipsum medium et modus quo ipsimet confundamur, unde vae et maledictio in aeternum nostris tenebrarum principibus.
Audite igitur vos, christiani. Haec Christi Mater potentissima est in praeservandis suis servis quominus praecipites ruant in baratrum nostrum inferni. Illa est quae dissipat et enervat, ut sol, tenebras omnium machinarum et astutiarum nostrarum, detegit omnes fallacias nostras et ad nihilum redigit omnes nostras tentationes. Coactique fatemur neminem nobiscum damnari qui eius sancto cultui et pio obsequio devotus perseverat. Unicum ipsius suspirium, ab ipsa et per ipsam sanctissimae Trinitati oblatum, superat et excedit omnium sanctorum preces, atque pium et sanctum eorum votum et desiderium, magisque eum formidamus quam omnes paradisi sanctos; nec contra fideles eius famulos quidquam praevalere possumus.
Notum sit etiam vobis plurimos christianos in hora mortis ipsam invocantes contra nostra iura salvari, et nisi Marietta illa obstitisset nostrosque conatus repressisset, a longo iam tempore totam Ecclesiam exterminassemus, nam saepissime universos Ecclesiae status et ordines a fide deficere fecissemus. Imo planius et plenius vi et necessitate compulsi, adhuc vobis dicimus, nullum in exercitio Rosarii sive psalterii eius perseverantem aeternos inferni subire cruciatus. Ipsa enim devotis servis suis veram impetrat contritionem qua fit ut peccata sua confiteantur, et eorum indulgentiam a Deo consequantur».
«O nostra nemica, o nostra rovina, o nostra confusione, perché sei venuta dal cielo apposta per tormentarci così fortemente? O avvocata dei peccatori che ritrai dall'inferno, o via sicurissima del paradiso, siamo noi proprio obbligati, a nostro dispetto, a dire tutta la verità? Dobbiamo proprio confessare davanti a tutti ciò che sarà causa della nostra confusione e della nostra rovina? Maledizione a noi, maledizione ai nostri principi delle tenebre.
Ascoltate, dunque, cristiani. Questa Madre di Cristo è onnipotente per impedire che i suoi servi cadano nell'inferno; è lei che, come un sole, dissipa le tenebre dei nostri intrighi e astuzie; è lei che sventa le nostre mene, disfa i nostri tranelli e rende tutte le nostre tentazioni vane e inefficaci. Siamo costretti a confessare che nessuno di quanti perseverano nel suo servizio è dannato con noi. Uno solo dei sospiri ch'ella offra alla SS. Trinità vale più di tutte le preghiere, i voti e i desideri di tutti i santi. Noi la temiamo più di tutti i beati insieme e nulla possiamo contro i suoi fedeli servi.
Vi sia anche noto che molti cristiani che l'invocano nell'ora della morte, che dovrebbero essere dannati secondo le nostre leggi ordinarie, si salvano per sua intercessione. Ah! se questa Marietta — così la chiamavano per rabbia — non si fosse opposta ai nostri disegni e ai nostri sforzi, già da molto tempo noi avremmo rovesciato e distrutto la Chiesa e fatto cadere nell'errore e nell'infedeltà tutti i suoi ordini. Proclamiamo, inoltre, costretti dalla violenza che ci viene usata, che nessuno di quanti perseverano nella recita del Rosario è dannato; perché ella ottiene ai suoi servi devoti una sincera contrizione dei loro peccati per mezzo della quale essi ne ottengono il perdono e l'indulgenza».
Ottenuta questa confessione san Domenico fece recitare il Rosario dagli astanti, adagio e con devozione. Ed ecco una cosa sorprendente! Ad ogni Ave Maria recitata dal santo e dal popolo usciva dal corpo di quell'ossesso una moltitudine di demoni in forma di carboni ardenti. Quando l'infelice ne fu completamente libero, la Vergine santa, sempre non vista, benedisse il popolo e tutti avvertirono una sensibile e vivissima gioia. Questo miracolo causò la conversione e l'iscrizione alla Confraternita del Rosario di molti eretici.

martedì 1 gennaio 2013

Ave Maris Stella


"La vedevo alta sul mare.

Altissima.

Bella.

All'infinito bella
più d'ogni altra stella.

[...]

Ne ignoravo il nome.

Il mare
mi suggeriva Maria.

Era ormai la mia
sola stella.

Nel vago
della notte, io disperso
mi sorprendevo a pregare.

Era la stella del mare."

Giorgio Caproni, da "Alla foce, la sera", in "Il conte di Kevenhuller", 1986

sabato 8 dicembre 2012

IMMACOLATA CONCEZIONE


« Perciò, dopo aver presentato senza interruzione, nell'umiltà e nel digiuno, le Nostre personali preghiere e quelle pubbliche della Chiesa, a Dio Padre per mezzo del suo Figlio, perché si degnasse di dirigere e di confermare la Nostra mente con la virtù dello Spirito Santo; dopo aver implorato l'assistenza dell'intera Corte celeste e dopo aver invocato con gemiti lo Spirito Paraclito; per sua divina ispirazione, ad onore della santa, ed indivisibile Trinità, a decoro e ornamento della Vergine Madre di Dio, ad esaltazione della Fede cattolica e ad incremento della Religione cristiana, con l'autorità di Nostro Signore Gesù Cristo, dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e Nostra, dichiariamo, affermiamo e definiamo rivelata da Dio la dottrina che sostiene che la beatissima Vergine Maria fu preservata, per particolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, immune da ogni macchia di peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento, e ciò deve pertanto essere oggetto di fede certa ed immutabile per tutti i fedeli. »
Pio IX, Ineffabilis Deus, 8 dicembre 1854

lunedì 12 novembre 2012

STABAT MATER


Perché in lui c'è la certezza della Resurrezione
ma ora che sta così male
se lo vuole sentir dire da sua Madre.
Davide Rondoni

sabato 15 settembre 2012

Cuore di Madre

"Ho offerto come Abramo il mio unico figlio all'Amore,
l'ho accompagnato sul monte del sacrificio,
sperando sempre che a Dio bastasse la mia fiduciosa e totale disponibilità.
E invece viene l'angelo del Signore,
ma non per sospendere il sacrificio,
ma per immolare il mio Isacco.
Gesù ha gridato la sua sete.
Ha implorato perdono per i suoi uccisori.
Ha assicurato il Regno al ladro pentito.
Ha provato il silenzio del Padre.
Ha rimesso la vita nelle Sue mani.
Ed è spirato.
Anche l'ultimo sangue è versato dal cuore squarciato,
perchè nulla rimanga di non offerto
di quel sacrificio incomparabile.
E io sto lì, accanto a lui,
bruciata dalla sua stessa fiamma,
come un roveto che arde e non si consuma".

Meditazione per la XII stazione della Via Crucis - Gesù muore sulla croce 
(Sant'Andrea Pelago, 29 agosto 2012)

Jacopone da Todi, Stabat Mater



Addolorata, in pianto, la Madre sta presso la croce da cui pende il Figlio.
Immersa in angoscia mortale geme nell'intimo del cuore trafitto da spada.
Quanto è grande il dolore della benedetta fra le donne,
Madre dell'Unigenito.

Piange la Madre pietosa contemplando le piaghe del suo Figlio.
Chi può trattenersi dal pianto davanti alla Madre di Cristo in tanto tormento?
Chi può non provare dolore davanti alla Madre che porta la morte del Figlio?
Per i peccati del popolo suo
ella vede Gesù nei tormenti del duro supplizio.
Per noi ella vede morire il dolce suo Figlio, solo, nell'ultima ora.

O Madre, sorgente di amore,
fa chi'io viva il tuo martirio, fa ch'io pianga le tue lacrime.
Fa che arda il mio cuore nell'amare il Cristo Dio, per essergli gradito.

Ti prego, Madre Santa:
siano impresse nel mio cuore le piaghe del tuo Figlio.
Uniscimi al tuo dolore per il Figlio tuo divino
che per me ha voluto patire.
Con te lascia ch'io pianga il Cristo crocifisso finché avrò vita.
Restarti sempre vicino piangendo sotto la croce:
questo desidero.

O Vergine Santa tra le vergini, non respingere la mia preghiera,
e accogli il mio pianto di figlio.
Fammi portare la croce di Cristo,
parteci­pare ai suoi patimenti,
adorare le sue piaghe sante.
Ferisci il mio cuore con le sue ferite,
stringimi alla sua croce,
inebriami del suo sangue.

Nel suo ritorno glorioso rimani, o Madre, al mio fianco,
salvami dall'eterno abbandono.

O Cristo, nell'ora del mio passaggio fa' che,
per mano a tua Madre,
io giunga alla meta gloriosa.
Quando la morte dis­solverà il mio corpo,
aprimi, Signore, le porte del Cielo,
accoglimi nel tuo regno di gloria.
Amen.

Jacopone da Todi, Stabat Mater

sabato 8 settembre 2012

PREGHIERA ALLA BEATA VERGINE DEL CASTELLO DI FIORANO

Vergine gloriosissima, 
che su questo colle di Fiorano vi siete degnata di innalzare il Vostro trono di misericordia, ove diffondete da oltre quattro secoli i vostri favori, 
noi gementi sotto il peso delle angustie e tribolazioni, 
detestando sinceramente pentiti i nostri peccati, 
a Voi che siete la nostra Avvocata, la Speranza nostra, 
innalziamo pieni di confidenza la nostra umile preghiera. 
Vedete, o Madre, quanti pericoli nell'anima e nel corpo ci circondano, 
quante calamità ed afflizioni ci turbano;
pietà vi prenda, o Madre buona, 
pietà di noi, delle anime nostre, delle nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri cari defunti 
e di tanti che si dicono cristiani e pur amareggiano il cuore amabilissimo del Vostro Gesù.

Pietà imploriamo per la patria nostra, 
per il mondo intero che pentito ritorni a Voi, o Madre di misericordia. 

Non cessate, o Potentissima, di interporvi per noi davanti al vostro Divin figlio
finché, tutti condotti, ci abbiate alla patria celeste. 
Così sia.

mercoledì 22 agosto 2012

Beata Vergine Maria Regina


Lode alla Signora santa Regina.
Saluto alla Vergine di S. Francesco d'Assisi
"Ave, Signora santa Regina, santissima genitrice di Dio, Maria,
che sempre sei Vergine perpetua ed eccelsa,
fatta santa ed eletta dal santissimo Padre del cielo,
che Egli consacrò col santissimo, diletto Figlio suo
e con lo Spirito Santo Paraclito,
nella quale fu ed è ogni pienezza di grazia ed ogni bene.
Ave, o suo palazzo! ave, o suo tabernacolo!
ave, o sua casa! ave, o sua veste!
ave, o sua ancella! ave, o madre sua!
E voi tutte con essa, sante virtù,
che per la grazia e la luce dello Spirito Santo
siete infuse nei cuori degli uomini fedeli,
affinché d'infedeli li facciate fedeli a Dio"

"Saluto alla Vergine" canta il Piccolo Coro dell'Antoniano diretto da Mariele Ventre 1987


"Saluto alla Vergine" canta il Coro Giovani verso Assisi diretto da P. Gennaro Maria Becchimanzi 2010

martedì 7 agosto 2012

Passione & Madre


IV 

Gesù incontra la Madre


Non so cosa pensare…
Era meglio per lei 
       restare
lontana da qui, 
 e non vedere
cosa fanno patire a suo figlio.
O no, è giusto così, 
che nello sguardo di lei 
lui tiri un respiro, sia un giglio
sulle piaghe…

Io non so cosa pensare…
Come fa il cuore di lei a sopportare,
a vedere ora apertamente
quel che in segreto
custodiva, 
la spada, il lupo che la feriva. 
Teatro così violento.

Io non so come può fare
una madre a essere madre fino in fondo,
di fronte alla morte del figlio
a questa fine del mondo…
Ma lei ha fatto bene a venire
così lui per un attimo 
può riposare lo sguardo, riposare
il cuore. 
Perché lui sente la croce e lei sente la spada. 
Perché lui muore e lei sente di morire.

Perché in lui c’è la certezza della Resurrezione
ma ora che sta così male
se lo vuole sentir dire da sua Madre.

Perché sono insieme 
come ogni madre e ogni 
figlio. E come nessuna
madre e nessun figlio.

Io non so cosa pensare…
Cosa si sono potuti mormorare,
in quella impossibile consolazione,
in quella definitiva, segreta
consolazione
Davide Rondoni, da "Via Crucis dell'amico", Marietti, 2007