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domenica 6 gennaio 2013

Epifania del Signore

Alzati, mio cuore, e cammina!
Brilla la stella.
Non puoi prendere molte cose per il cammino.
E per la strada tante ne perderai.
Va’.
Hai con te l’oro dell’amore, l’incenso del desiderio e la mirra dei dolori.
Egli li accoglierà.
 

Karl Rahner, Piccolo anno liturgico, Piemme, 1995.

giovedì 3 gennaio 2013

Sotto la guida dello Spirito

Ecco invece, innanzitutto, la buona novella di Gesù: siamo peccatori, ma il nostro peccato è perdonato. A volte ci si è immaginato che la buona novella consistesse piuttosto in questo: teniamo conto del peccato e facciamo del nostro meglio per non caderci; attenzione quindi a sapere bene dove inizia e dove finisce il peccato, cosa è permesso e cosa è vietato. Ma il sapere se questo è peccato e quello non lo è non costituisce assolutamente l'oggetto primario della buona novella: sarebbe una buona notizia per i farisei, non quella di Gesù. Al contrario, la buona novella di Gesù consiste in questo: il nostro peccato, qualunque esso sia, è perdonato. La nostra unica e immensa gioia è di essere peccatori perdonati: l'unica certezza che ci resta qui sulla terra davanti a Dio è fonte di riconoscenza infinita. La grazia che Gesù vuole accordarci, e che noi cominciamo appena a sospettare, è di saperci peccatori: saperlo è il segno che i nostri occhi finalmente si aprono e che stiamo per essere guariti dalla nostra cecità, è il segno certo della grazia, dell'unica grazia sulla terra, che è anche l'unica gioia del cielo: "C'è più gioia in cielo per un peccatore convertito che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione" (Lc 15,7).
(...)
Per questo il peccatore non è certamente un estraneo agli occhi di Dio; al contrario, Dio vuole conoscere solo il peccatore e, viceversa, quest'ultimo è il solo a sapere qualcosa su Dio.
(...)
"Il peccatore è al cuore stesso della cristianità. Nessuno è così competente in materia di cristianità come il peccatore. Nessuno, se non il santo". Così, a un certo momento, non c'è più differenza tra il peccatore e il santo: il santo, infatti, non è altro che un peccatore convertito, ed è questo prima di qualunque altra cosa. E ogni peccatore è un santo in potenza.
Mediante questa via del pentimento noi osiamo essere la gioia di Dio, perché Dio ha voluto rivelare il suo amore attraverso una pedagogia del peccato e della grazia.
(Sotto la guida dello Spirito, Andrè Louf)

martedì 9 ottobre 2012

LA "SVOLTA" DI GIOVANNI LINDO FERRETTI

L'ultimissima video intervista a Giovanni Lindo Ferretti. QUI il video su youtube. Prendetevi 28 minuti di tempo, ché ne vale la pena.
Prima puntata del programma "La svolta" andata in onda 
domenica 7 ottobre su TV2000.

lunedì 27 agosto 2012

Per impetrare la chiarezza della coscienza

Ho bisogno che Tu mi istruisca, giorno per giorno,
su ciò che è l’esigenza e la necessità di ogni giorno. 

Concedimi, o Signore, la chiarezza della coscienza,
la quale sola può comprendere la Tua ispirazione. 

I miei orecchi sono sordi; non so percepire la Tua voce.
I miei occhi sono offuscati; non so vedere i Tuoi segni. 

Tu solo puoi affinare il mio orecchio,
acuire il mio sguardo
e purificare e rinnovare il mio cuore. 

Insegnami a stare seduto ai Tuoi piedi
e a prestar ascolto alla Tua parola. 

Amen
 
 
Preghiera del beato John Henry Newman.
Romano Guardini, La coscienza, Morcelliana, 2001.
 
 

mercoledì 22 agosto 2012

"Conoscendo i difetti e dubitando dei pregi so di non essere adeguato al ruolo pubblico che mi è assegnato: la trasgressione del punk, la banalità accattivante del rock, la rassicurazione del neoconvertito. Invertire l’ordine considerando trasgressivo il neoconvertito e rassicurante il punk, ferma restante l’accattivante banalità del rock, nulla cambia". 
Ferretti Lindo Giovanni (dal suo ultimo articolo)

mercoledì 22 febbraio 2012

Cenere chiamata alla Gloria

“Sempre è il tempo favorevole ad accogliere la grazia e la misericordia del Signore. (…)
La conversione, infatti, non è un evento avvenuto una volta per tutte, ma è un dinamismo che deve essere rinnovato nei diversi momenti dell’esistenza, nelle diverse età, soprattutto quando il passare del tempo può indurre nel cristiano un adattamento alla mondanità, una stanchezza, uno smarrimento del senso e del fine della propria vocazione che lo portano a vivere nella schizofrenia la propria fede. Sì, la quaresima è il tempo del ritrovamento della propria verità e autenticità, ancor prima che tempo di penitenza: non è un tempo in cui “fare” qualche particolare opera di carità o di mortificazione, ma è un tempo per ritrovare la verità del proprio essere.”

Enzo Bianchi, Dare senso al tempo: le feste cristiane, Qiqajon, 2003.