15 Disse loro: «Voi chi dite che io sia?». 16 Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». 17 E Gesù: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. 18 E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. 19 A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli». 20 Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.
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martedì 29 ottobre 2013
martedì 18 giugno 2013
Il Bene non è mai banale
"Per un cristiano il bene non è mai banale,
perché da quando Cristo nel Getsemani tolse la spada dalle mani di Pietro
rispondere al male con il bene è l'unica arma che il Signore ha posto nelle mani dei suoi fedeli.
Il Bene non è mai banale.
Anche se quando hai eretto pietra su pietra con sacrifici e rinunce la costruzione che pur deve servire a Dio,
una raffica spezza ogni cosa.
Può apparire questa una delle tante contraddizioni del cristianesimo,
e racchiude invece una grande verità:
la fatica val più dell'opera, agli occhi di Dio. L'opera può farci inorgoglire;
la fatica rimane il solo titolo davanti al Signore."
(Odoardo Focherini)
domenica 19 maggio 2013
Francesco: Non possiamo essere cristiani “part time”.
"Paolo dà fastidio: è un uomo che con la sua predica,
con il suo lavoro, con il suo atteggiamento dà fastidio, perché proprio annunzia
Gesù Cristo e l’annunzio di Gesù Cristo alle nostre comodità, tante volte alle
nostre strutture comode - anche cristiane, no? - dà
fastidio. Il Signore sempre vuole che noi andiamo più avanti, più avanti, più
avanti… Che noi non ci rifugiamo in una vita tranquilla o nelle strutture
caduche, queste cose, no? Il Signore… E Paolo, predicando il Signore, dava
fastidio. Ma lui andava avanti, perché lui aveva in sé quell’atteggiamento
tanto cristiano che è lo zelo apostolico. Aveva proprio il fervore apostolico.
Non era un uomo di compromesso. No! La verità: avanti! L’annunzio di Gesù
Cristo: avanti!”
"Viviamo in un’epoca in cui si è piuttosto scettici nei
confronti della verità. Benedetto XVI ha parlato molte volte di relativismo,
della tendenza cioè a ritenere che non ci sia nulla di definitivo e a pensare
che la verità venga data dal consenso o da quello che noi vogliamo. Sorge la
domanda: esiste veramente “la” verità? Che cos’è “la” verità? Possiamo
conoscerla? Possiamo trovarla? Qui mi viene in mente la domanda del Procuratore romano Ponzio Pilato
quando Gesù gli rivela il senso profondo della sua missione: «Che cos’è la
verità?» (Gv 18,37.38). Pilato non riesce a capire che “la” Verità è davanti a
lui, non riesce a vedere in Gesù il volto della verità, che è il volto di Dio.
Eppure, Gesù è proprio questo: la Verità, che, nella pienezza dei tempi, «si è
fatta carne» (Gv 1,1.14), è venuta in mezzo a noi perché noi la conoscessimo.
La verità non si afferra come una cosa, la verità si incontra. Non è un possesso,
è un incontro con una Persona”.
«Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli
domandasse `Mi vuoi bene?´. Questo dolore, questa vergogna Un uomo grande,
questo Pietro ... peccatore, peccatore. Ma il Signore gli fa sentire, a lui e
anche a noi, che tutti siamo peccatori. Il problema non è essere peccatori: il
problema è non pentirsi del peccato, non avere vergogna di quello che abbiamo
fatto. Quello è il problema. E Pietro ha questa vergogna, questa umiltà, no? Il
peccato, il peccato di Pietro, è un fatto che con il cuore grande che aveva
Pietro, lo porta ad un incontro nuovo con Gesù, alla gioia del perdono».
(interventi di Papa Francesco alla casa S. Marta, maggio 2013)
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