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domenica 12 ottobre 2014

[...] non era nemmeno da cercarti:
accettarti bastava
per accettarci…

David Maria Turoldo

venerdì 10 ottobre 2014

"caro e ingiusto peccato"


T'ho amato,
caro e ingiusto peccato.
Ho cercato di renderti santo.
E' per questo che ho pianto. 

Giovanni Testori, Per sempre, 1970

martedì 22 luglio 2014

martedì 19 novembre 2013

Il sogno della madre: Stefano Dal Bianco


Se state guardando una madre che dorme in poltrona
in un qualsiasi dopopranzo invernale
con il televisore temporaneamente spento
e con in casa l’imperiosa pace
di una raggiunta storia di famiglia,
restate lì, non ve ne andate
e copritela con uno scialle

Stefano Dal Bianco

sabato 8 giugno 2013

Custodiva tutte queste cose nel suo cuore*


Gioisci, mio cuore,
della strada baciata dalle suole.
Non arresti il passo
lo stupore del cammino.
Custodisci e dona
come la terra il seme
l’attesa e la vita.
 
*Lc 2, 51

 
 

lunedì 13 maggio 2013

Madonnina lacrimosa e azzurra
non c'è sale negli occhi ma nel cuore
tu dipinta lasciata trascurata, 
neanche i vecchi i bambini si fermano.

Verremo il tredici del prossimo mese,
l'anima a festa cravatta e camicia
come s'addice nel giorno importante - 
come quando sei ritta sulla luna.

(Giorgio Casali)

mercoledì 3 aprile 2013

CARLO BETOCCHI: AVRO’ LA MIA TOMBA; SARAI TU CHE VERRAI



Avrò la mia tomba; sarai tu che verrai,
morte procace, non squallida come quei timidi
dicono: io son tuo amante, morte, mia morte
che raccogli la vita tra le braccia e la 
tramandi, dalle sue spoglie grano traendo,
e vita, nuova vita nel sole dei morti,
invisibile nella loro pace fruttifera,
da cui un'altra né mai diversa vita risorge,
nulla finisce, anzi tutto continua, o morte,
o amata morte, o amata.

(Carlo Betocchi, "Poesie del sabato", Mondadori, 1980)

giovedì 28 febbraio 2013

Nessuno si ama veramente: Elena Bono

Nessuno si ama veramente, […] 
Di qui nasce il deserto 
dentro e fuori di voi. 
Ma tu imita Iddio
nella misericordia
che è la suprema Perfezione.
Va’ e perdona te stesso, -
sorrise a lui l’Illuminato

Elena Bono, "Il magrissimo asceta fece un interminabile cammino", in Poesie. Opera omnia, Le Mani, Genova 2007.

lunedì 18 febbraio 2013

Teresa di Lisieux: Tu n'es rien pour moi, qu'un vaste tombeau

[...] Un jour, o mon Dieu, comme Madeleine,
J'ai voulu te voir, m'approcher de toi.
Mon regard plongeait dans l'immense plaine
Dont je recherchais le Maitre et le Roi.
Et je m'écrais, vojant l'onde pure,
L'azur étoilé, la fleur et l'oiseau:
"Si je ne vois Dieu, brillante nature,
"Tu n'es rien pour moi, qu'un vaste tombeau.


[...] Un giorno, Mio Dio, come Maddalena
volevo vederti e farmi a te vicino;
i miei occhi nell'immensa pianura
dove cercavo il Re, il mio Signore.
E gridai, guardando l'onda pura,
l'azzurro stellato, il fiore e l'uccellino:
se non vedo Dio, brillante natura,
non sei altro che una tomba che smisura.

(Santa Teresa di Gesù Bambino, da "Au Sacré Coeur de Jésus", in "Ouvres Complètes de Thérèse de Lisieux", 1996. Traduzione dal francese: Giorgio Casali)

martedì 1 gennaio 2013

Ave Maris Stella


"La vedevo alta sul mare.

Altissima.

Bella.

All'infinito bella
più d'ogni altra stella.

[...]

Ne ignoravo il nome.

Il mare
mi suggeriva Maria.

Era ormai la mia
sola stella.

Nel vago
della notte, io disperso
mi sorprendevo a pregare.

Era la stella del mare."

Giorgio Caproni, da "Alla foce, la sera", in "Il conte di Kevenhuller", 1986

domenica 23 dicembre 2012

man torn, blood blest


[...] Perché sappiate che io, trottola d'uomo,
Glorifico anche questa stella,
Urlata dagli uccelli, nata dal mare,
Martoriata dall'uomo, dal sangue benedetta.

[...] For you to know
How I, a spinning man,
Glory also this star, bird
Roared, sea born, man torn, blood blest.
Dylan Thomas, Poesie, Mondadori, 1970

domenica 4 novembre 2012

BARTOLO CATTAFI - L'OSSO


Avanti, sputa l'osso:
pulito, lucente, levigato,
senza frange di polpa,
l'immagine del vero,
ammettendo che in questo
unico osso avulso dal contesto
allignino chiariti, concentrati,
quesiti fin troppo capitali.
Credo che tu non possa
farcela; saresti
cenere nella fossa,
anima da qualche parte.
Bartolo Cattafi, Poesie 1943-1979, Mondadori, 2001

giovedì 20 settembre 2012

Manifesto di Chisciotte

Non è l'oppositore dei poteri, lui è l'opposto.
Alla potenza oppone l'impotenza, un'altra volontà.
Non sta all'opposizione, che non c'è, sta nell'antipodo.
I poteri si affollano nei centri, da lui spazio ce n'è,
l'opposto è largo, diffamato, sparso.
Quando incontra un suo simile fonda una repubblica
su una stretta di mano, una città
senza sindaco, polizia, giudice, borsa.
Lo rinfresca ogni voce antipatica ai poteri,
ma alla rivoluzione dice: troppo poco,
buttare gambe all'aria, sovvertire non basta,
bisogna sradicarsi dal petto, dal respiro
la volontà di assumere potere, se no si ricomincia.
L'opposto ha un solo articolo della costituzione,
a ognuno fare quello che si vorrebbe fatto a sé.
Erri De Luca, L'ospite incallito, Einaudi, 2009

sabato 15 settembre 2012

Jacopone da Todi, Stabat Mater



Addolorata, in pianto, la Madre sta presso la croce da cui pende il Figlio.
Immersa in angoscia mortale geme nell'intimo del cuore trafitto da spada.
Quanto è grande il dolore della benedetta fra le donne,
Madre dell'Unigenito.

Piange la Madre pietosa contemplando le piaghe del suo Figlio.
Chi può trattenersi dal pianto davanti alla Madre di Cristo in tanto tormento?
Chi può non provare dolore davanti alla Madre che porta la morte del Figlio?
Per i peccati del popolo suo
ella vede Gesù nei tormenti del duro supplizio.
Per noi ella vede morire il dolce suo Figlio, solo, nell'ultima ora.

O Madre, sorgente di amore,
fa chi'io viva il tuo martirio, fa ch'io pianga le tue lacrime.
Fa che arda il mio cuore nell'amare il Cristo Dio, per essergli gradito.

Ti prego, Madre Santa:
siano impresse nel mio cuore le piaghe del tuo Figlio.
Uniscimi al tuo dolore per il Figlio tuo divino
che per me ha voluto patire.
Con te lascia ch'io pianga il Cristo crocifisso finché avrò vita.
Restarti sempre vicino piangendo sotto la croce:
questo desidero.

O Vergine Santa tra le vergini, non respingere la mia preghiera,
e accogli il mio pianto di figlio.
Fammi portare la croce di Cristo,
parteci­pare ai suoi patimenti,
adorare le sue piaghe sante.
Ferisci il mio cuore con le sue ferite,
stringimi alla sua croce,
inebriami del suo sangue.

Nel suo ritorno glorioso rimani, o Madre, al mio fianco,
salvami dall'eterno abbandono.

O Cristo, nell'ora del mio passaggio fa' che,
per mano a tua Madre,
io giunga alla meta gloriosa.
Quando la morte dis­solverà il mio corpo,
aprimi, Signore, le porte del Cielo,
accoglimi nel tuo regno di gloria.
Amen.

Jacopone da Todi, Stabat Mater

giovedì 30 agosto 2012

CARLO BETOCCHI: A MANI GIUNTE


I
Ha detto: "Io sono quello che sono"
e tu non temere mai nulla: poiché,
se tu credi, non sarà la tua esistenza,
ma sua: né sarà mai protetta, tuttavia,
come tu speri e credi: anzi gettata
nelle fosse. Chi crede in Dio
si appresti ad essere l'ultimo
 dei salvati, ma sulla croce, ed a bere
tutta l'amarezza dell'abbandono.
Poiché Dio è quello che è.

IV 
L'anima è forse un concetto? Poiché se troppo
credi ed apprezzi di averla, e la godi per te,
tu la svuoti; ma se per pietà d'altrui,
o delle cose, mentre pensi di non averla
in te la rivendica la tua pietà d'esser
pari al bisogno, tu darai forma a quella
che, faticosamente, sarà l'anima di tutti:
uomini e sassi, ed animali e piante.

V
No, non temere mai nulla da Dio. E intanto
respira nel coro di quantunque respira
la certezza che non c'è differenza tra vita
e non vita, poiché nel cosmo non c'è altro
che vita, ed ogni apparenza di morte non è,
nell'esistere, che un confidare la carità
del vissuto a ciò che sempre vivrà.  
Carlo Betocchi, Tutte le poesie, Garzanti, 1996


martedì 7 agosto 2012

Passione & Madre


IV 

Gesù incontra la Madre


Non so cosa pensare…
Era meglio per lei 
       restare
lontana da qui, 
 e non vedere
cosa fanno patire a suo figlio.
O no, è giusto così, 
che nello sguardo di lei 
lui tiri un respiro, sia un giglio
sulle piaghe…

Io non so cosa pensare…
Come fa il cuore di lei a sopportare,
a vedere ora apertamente
quel che in segreto
custodiva, 
la spada, il lupo che la feriva. 
Teatro così violento.

Io non so come può fare
una madre a essere madre fino in fondo,
di fronte alla morte del figlio
a questa fine del mondo…
Ma lei ha fatto bene a venire
così lui per un attimo 
può riposare lo sguardo, riposare
il cuore. 
Perché lui sente la croce e lei sente la spada. 
Perché lui muore e lei sente di morire.

Perché in lui c’è la certezza della Resurrezione
ma ora che sta così male
se lo vuole sentir dire da sua Madre.

Perché sono insieme 
come ogni madre e ogni 
figlio. E come nessuna
madre e nessun figlio.

Io non so cosa pensare…
Cosa si sono potuti mormorare,
in quella impossibile consolazione,
in quella definitiva, segreta
consolazione
Davide Rondoni, da "Via Crucis dell'amico", Marietti, 2007

sabato 4 agosto 2012

4 Agosto - Lago Santo, Rondinaio

SIGNORE DELLE CIME
(Giuseppe "Bepi" de Marzi, 1958)

Dio del cielo, Signore delle cime 
un nostro amico, 
hai chiesto alla montagna. 
Ma ti preghiamo, 
ma ti preghiamo 
su nel paradiso, 
su nel paradiso 
lascialo andare, 
per le tue montagne. 

Santa Maria, 
signora della neve 
copri col bianco, 
(tuo) soffice mantello 
il nostro amico 
il nostro fratello. 
Su nel paradiso, 
su nel paradiso 
lascialo andare, 
per le tue montagne
.