Nessuno si ama veramente, […]
Di qui nasce il deserto
dentro e fuori di voi.
Ma tu imita Iddio
nella misericordia
che è la suprema Perfezione.
Va’ e perdona te stesso, -
sorrise a lui l’Illuminato
Elena Bono, "Il magrissimo asceta fece un interminabile cammino", in Poesie. Opera omnia, Le Mani, Genova 2007.
giovedì 28 febbraio 2013
lunedì 25 febbraio 2013
sabato 23 febbraio 2013
lunedì 18 febbraio 2013
Teresa di Lisieux: Tu n'es rien pour moi, qu'un vaste tombeau
[...] Un jour, o mon Dieu, comme Madeleine,
J'ai voulu te voir, m'approcher de toi.
Mon regard plongeait dans l'immense plaine
Dont je recherchais le Maitre et le Roi.
Et je m'écrais, vojant l'onde pure,
L'azur étoilé, la fleur et l'oiseau:
"Si je ne vois Dieu, brillante nature,
"Tu n'es rien pour moi, qu'un vaste tombeau.
[...] Un giorno, Mio Dio, come Maddalena
volevo vederti e farmi a te vicino;
i miei occhi nell'immensa pianura
dove cercavo il Re, il mio Signore.
E gridai, guardando l'onda pura,
l'azzurro stellato, il fiore e l'uccellino:
se non vedo Dio, brillante natura,
non sei altro che una tomba che smisura.
J'ai voulu te voir, m'approcher de toi.
Mon regard plongeait dans l'immense plaine
Dont je recherchais le Maitre et le Roi.
Et je m'écrais, vojant l'onde pure,
L'azur étoilé, la fleur et l'oiseau:
"Si je ne vois Dieu, brillante nature,
"Tu n'es rien pour moi, qu'un vaste tombeau.
[...] Un giorno, Mio Dio, come Maddalena
volevo vederti e farmi a te vicino;
i miei occhi nell'immensa pianura
dove cercavo il Re, il mio Signore.
E gridai, guardando l'onda pura,
l'azzurro stellato, il fiore e l'uccellino:
se non vedo Dio, brillante natura,
non sei altro che una tomba che smisura.
(Santa Teresa di Gesù Bambino, da "Au Sacré Coeur de Jésus", in "Ouvres Complètes de Thérèse de Lisieux", 1996. Traduzione dal francese: Giorgio Casali)
giovedì 14 febbraio 2013
La sofferenza della Croce
Dio è amore. Ma l’amore
può anche essere odiato, laddove esige che si esca da se stessi per andare al
di là di se stessi. L’amore non è un romantico senso di benessere. Redenzione
non è wellness, un bagno nell’autocompiacimento, bensì una liberazione dall’essere
compressi nel proprio io. Questa liberazione ha come costo la sofferenza della
Croce. La profezia sulla luce e la parola circa la Croce vanno insieme.
da "L'infanzia di Gesù", Benedetto XVI, pag. 101
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mercoledì 13 febbraio 2013
CARO PAPA
La logica del mondo, la logica di Dio
(articolo di Alessandro D'Avenia, tratto dall'Editoriale di Avvenire, n.37 del 13 Febbraio 2013)
Caro Papa,
manca un accento all'ultima lettera di questo tuo nome, Papa, e verrebbe fuori un'altra parola. La parola che ogni figlio pronuncia migliaia di volte nella vita e che un figlio di Dio ha la fortuna di pronunciare molte più volte perché, alla fine, la vita cristiana è imparare a dire abbà, papà, a Dio.
Alla notizia della tua rinuncia ho avuto paura. Ho provato lo stesso dolore per la morte di Giovanni Paolo II: allora avevo 28 anni e mi sentii orfano, piansi come chi ha perso un padre.
Lunedì mi è successo lo stesso. Mi sono sentito orfano. Tu avevi deciso di non essere più Papa. Un altro padre mi veniva meno. E' il dolore di un figlio che ha ricevuto moltissimo. Ho seguito il tuo pontificato sin dal momento in cui ti sei affacciato per la prima volta dal balcone (abitavo a Roma allora). Ho letto i tuoi scritti, mi sono nutrito delle tue parole sempre profonde e stranamente semplici per un professore di teologia, perché fondate sul rapporto vero con Dio (quanto gelo nelle parole di alcuni pastori che capita di ascoltare...).
In questi anni in cui la fede è spesso messa alla prova, dileggiata, fraintesa, tu hai fatto da parafulmine a molte critiche. Le hai prese tutte su di te. Non te ne importava niente di essere colpito. Sono beati quelli che vengono colpiti a causa di Cristo e chissà quanta della sporcizia che c'è nella Chiesa è stata gettata su di te per il fatto di essere quel padre di famiglia che è il Papa. Tu hai sempre dimostrato e chissà con quanto dolore, dal discorso di Ratisbona a quello sul matrimonio, che l'unico consenso che t'interessa è quello di tuo Padre Dio, cioè della verità, del logos. Per questo ho avuto paura quando hai annunciato la tua rinuncia. Sul momento mi è sembrato un tirarsi indietro. Se ti tiri indietro anche tu, che sei il Papa, che fine facciamo noi? Ho ripensato a una tua frase che mi porto nel cuore: <<Fedeltà è il nome che ha l'amore nel tempo>>. Me la ricordo tutte le volte che il mio e l'altrui amore è messo alla prova e devo aggrapparmi con tutte le forze all'Amore che muove tutti gli altri amori, oltre che il sole e le altre stelle. In questi anni la mia fede si è rafforzata grazie a quel logos cortese, fermo e caldo che tu sai infondere alle parole che usi, come (tanto per fare un esempio) queste che ho letto qualche giorno fa: <<Dio, con la sua verità, si oppone alla molteplice menzogna dell'uomo, al suo egoismo e alla sua superbia. Dio è amore. Ma l'amore può anche essere odiato, laddove esige che si esca da se stessi per andare al di là di se stessi. L'amore non è un romantico senso di benessere. Redenzione non è wellness, un bagno nell'autocompiacimento, bensì una liberazione dall'essere compressi nel proprio io. Questa liberazione ha come costo la sofferenza della Croce>>.
Ripensando alla tua frase, leggendo queste parole, le tue "dimissioni" mi sembravano incomprensibili e mi hanno gettato nello sgomento. Mi sono sentito solo. A che serve difendere la propria fede se poi anche il Papa si tira indietro. Poi a poco a poco l'emotività ha lasciato lo spazio al logos appunto, alla verità, a Cristo, e una grande pace è tornata nel cuore.
Dovevo andare oltre il codice d'interpretazione soggettivo, emotivo, mondano. Rinunciare rappresenta un fallimento per il mondo, è un gesto di debolezza per il mondo, nel quale si "è" solo se ci si afferma, a ogni costo. La logica della debolezza non è del mondo. Del mondo è la logica del potere e dell'egoismo. Per questo il tuo gesto è un gesto di libertà dall'io e non di fuga da Dio, nel quale ti vuoi rifugiare del tutto per continuare a sostenere la Chiesa più e meglio. Con questo gesto fai trionfare una logica diversa, un logos diverso. Quello di chi sa che la sua preghiera silenziosa vale tanto quanto la sua azione, e lascia quest'ultima a chi può meglio di lui portarla avanti. Doveva suonare allo stesso modo, fastidiosa e inspiegabile, la frase di Cristo ai suoi: <<E' bene che io me ne vada perché venga a voi un altro consolatore>>.
Anche Cristo sembra tirarsi indietro, ma così vince: lascia lo spazio alla potenza dello Spirito, non si lascia legare neanche dalla sua condizione umana, dà tutto, anche quella, si espropria di tutto se stesso, perché come tu hai spiegato nel tuo libro più bello, "essere cristiani" è "essere per". Egli pone nelle mani dei suoi il compito di continuare le sue opere e afferma che ne faranno anche di più grandi delle sue. Ti ringrazio, caro Papa, per tutto il logos che ci hai donato e ci donerai sino al 28 febbraio, da Papa, ma anche per il logos che ci donerai dopo, nel silenzio che il mondo già chiama sconfitta, sotterfugio, fuga, e che è invece vittoria. Non mi sento più solo, perché ancora una volta mi hai aiutato a guardare all'unica cosa che conta, l'unica di cui c'è bisogno, il Logos stesso. Una sola cosa ti chiedo. Non dare le dimissioni dalla scrittura. Continua a nutrire la nostra fede con il tuo logos. Non farlo sarebbe dare le dimissioni da un talento e il Vangelo parla chiaro in merito.
lunedì 11 febbraio 2013
martedì 5 febbraio 2013
dino Buzzati.
[...] Lo capisco e sarebbe anche bello. Tu sei paziente, tu mi aspetti ai bivi solitari per insegnarmi la strada, tu sei veramente discreto, tu fai perfino mostra di fuggirmi, con diplomazia tutta orientale, e non osi neppure rivelare il tuo volto. Tu vuoi soltanto farmi capire - mi sembra - che il tuo monarca mi aspetta in mezzo al deserto, nel palazzo bianco e meraviglioso, vigilato da leoni, dove cantano fontane incantate. Sarebbe bello, lo so, lo vorrei proprio. Ma la mia anima è deprecabilmente timida, invano la redarguisco, le sue ali tremano, i suoi dentini diafani battono appena la si conduce verso la soglia delle grandi avventure. Così sono fatto, purtroppo, e ho davvero paura che il tuo re sprechi il suo tempo ad aspettarmi nel palazzo bianco in mezzo al deserto, dove probabilmente sarei felice.
Dino Buzzati, estratto da "Ombra del sud", in "Sessanta racconti", Mondadori, 1958.
lunedì 28 gennaio 2013
L'origine della specie & il vecchio Augias
"Mia cognata mi ha
portato un ritaglio del «Venerdì di Repubblica» del 16 novembre 2012. E’ la
rubrica di Corrado Augias sui libri. Tocca a «La sacra causa di Darwin» di A.
Desmond e J. Moore, prefazioni di Giulio Giorello e Telmo Pievani (e te pareva…).
Così conclude Augias la sua recensione: «La teoria dell’evoluzione ha liberato
gli esseri umani dalle catene del creazionismo rendendoli finalmente uguali tra
di loro e affini a tutti gli altri esseri viventi. Se c’è una causa davvero
“sacra” è questa». Bum. Come diceva Einstein, è più facile spaccare un atomo
che un pregiudizio. Dove abbia letto, nella Bibbia (creazionista), che gli
uomini sono stati creati disuguali e non affini a tutti gli altri esseri
viventi lo sa solo Augias. E solo lui non sa che è proprio l’evoluzionismo
darwiniano ad aver fondato “scientificamente” il razzismo (certi “rami” si sono
evoluti, altri no o meno). Ma certuni ci tengono proprio tanto a discendere
dalle scimmie. Gli fa schifo discendere da Dio. Come quel tizio che si evirò pur
di fare un dispetto alla moglie…"
mercoledì 23 gennaio 2013
che cosa sta succedendo in Croazia
[...] "Anche la
vita e la famiglia sono oggetto di un durissimo attacco da parte del governo. Dopo avere infatti reso la Croazia un Paese con una tra le
più liberali legislazioni al mondo in materia di fecondazione artificiale, e in
attesa della già annunciata nuova Legge sulla famiglia che autorizzerà i matrimoni
omosessuali e darà alle coppie gay la possibilità di adottare bambini, della
liberalizzazione delle droghe leggere e della legalizzazione dell'eutanasia, il
suo governo ha imposto l'introduzione nelle scuole quale materia obbligatoria
- a partire dalla terza elementare fino al termine della scuola superiore
- un programma di educazione sessuale ispirato alla teoria di genere (o gender),
con la manifesta intenzione di aprire le porte alla pratica della sessualità da
parte dei bambini fin dalla più tenera età.
Siamo di
fronte a un pericolo gravissimo, come ha ricordato recentemente il Papa, più grave delle ideologie che hanno insanguinato lo scorso
secolo: l'imposizione di una visione del mondo e un sistema di valori che
sovvertono i tradizionali valori cristiani e dell’uomo. Con l’ideologia gender si cerca di sconvolgere le fondamenta
naturali dell’essere umano creato da Dio come uomo e donna, di pervertire
l’animo umano fin dalla più tenera infanzia rendendolo schiavo di una
sessualità disordinata, e potremmo dire anche perversa, al solo scopo di
giustificare e glorificare tendenze sessuali disordinate e contronatura."
[...] "A quindici
anni l'atto sessuale viene presentato come un normale atto fisico senza alcuna
connotazione morale e senza alcun valore. Gli alunni impareranno, attraverso
esercizi pratici, come indossare il preservativo, come utilizzare le
pillole anticoncezionali (la questione della cosiddetta 'protezione'
rappresenta il punto focale dell'intero programma della scuola superiore);
dovranno discutere sulle diverse posizioni esistenti riguardo all'aborto,
definito eufemisticamente ’interruzione della gravidanza’. Agli studenti di
terza superiore (diciassette anni) verrà presentato l'atto omosessuale come del
tutto naturale; le unioni omosessuali vengo definite con la parola di
'matrimonio' e messe sullo stesso piano della comunione matrimoniale fra uomo e
donna.
In tutto
il programma non vi è alcuna educazione ai valori, all'amore, alla
vita che si forma quale frutto del rapporto fisico tra due persone che si
amano, alla famiglia. In tutto il programma, la parola amore viene menzionata
una sola volta, e non si fa la benché minima menzione dell'atto sessuale quale
strumento di trasmissione della vita."
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lunedì 21 gennaio 2013
Un grazie a Costanza Miriano che ha citato nel suo blog un nostro post e ha parlato bene di noi...
Continuate a seguirci!
domenica 20 gennaio 2013
Preghiamo bene
"La preghiera fa rinascere il mondo. La preghiera è la condizione indispensabile per la rigenerazione e la vita di ogni anima. Preghiamo bene, preghiamo molto, sia con le labbra che con il pensiero" (San Massimiliano Kolbe).
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